mercoledì 4 agosto 2010

Figure ingenue



Una gita in Lomellina, alla scoperta di affreshi nelle antiche chiese, nelle pievi e negli hospitali sulla Via Francigena. Si può, anche se è estate, se si è mossi dall’interesse e dalla piacevolezza della buona compagnia. Sicché siamo partiti, con la redazione di Oltre al completo più due collaboratori, alla volta di Valle Lomellina dove, ad attenderci, c’erano le nostre guide d’eccezione: il Maestro Ghinzani, scultore, e Marco Feccia, direttore della biblioteca, uomo di lettere.

Valle, Candia, S. Antangelo, Robbio, Mortara. Queste le tappe di un percorso a piccoli passi nella storia di architetture e colori, di affreschi dipinti sulle pareti a raccontare le scritture, come fotogrammi di un cinema che aveva ancora da venire. Non vi racconterò in questa sede le meraviglie di quanto visto e quanto imparato, per non anticipare (troppo) un argomento che sarà bello sfogliare sulle pagine del prossimo numero di Oltre.

Solo vi faccio partecipi dell’incanto delle trinità di Tomasino da Mortara, trovate nella chiesa di San Rocco a S.Angelo Lomellina e in quella di S. Pietro a Robbio. Una trinità dipinta ancora secondo i canoni medievali con le tre figure “uguali e distinte”. Iconografia vietata e cambiata dopo il concilio di Trento perché ritenuta “fuorviante” e fonte di confusione. Allora subentrò la colomba. Il figlio che siede alla destra del padre, e via dicendo.

Non posso non farvi partecipi della grande emozione provata davanti ad una interpretazione così ingenua eppure così complicata, capace di trasmettere agli illetterati e alle menti sopraffini, il mistero di tutti i misteri.

2 commenti:

  1. Dedico questo post ad Augusto Lana che, come me, spesso, si stanca di argomentare solo di cibo e vini

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  2. Zingara in un campo fiorito, che fa molto Monet e che parla sempre di bello!

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